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Baretium Reptile

Allevamento amatoriale

Correlophus Ciliatus



 

SCHEDA D’ALLEVAMENTO

 

Il terrario

Per i ciliatus, come per qualsiasi altro animale, lo spazio vitale deve essere adeguato.

Per un singolo, il terrario adeguato sarebbe da 50x40x50 cm., incrementando le dimensioni, in proporzione, per ogni esemplare in più.

Sia nel terrario naturalistico che in quello asettico, sono assolutamente necessari rami, cortecce di sughero e fogliame fitto, su cui il cili potrà saltare comodamente.

Le piante potranno essere, indifferentemente, vere o finte e il fondo potrà essere un substrato naturalistico in torba oppure un pratico strato di scottex nel caso di terrario asettico.

Decisamente sconsigliati i rami di bamboo che essendo troppo lisci possono accentuare fenomeni come la floppy tail.

E' possibile usare anche dei contenitori in plastica tipo faunabox, purchè di dimensioni adeguate, utili soprattutto per i baby in quanto le ridotte dimensioni permettono agli animali di cacciare più facilmente gli insetti da pasto.

Il consiglio è di stabulare singolarmente ogni esemplare, almeno fino al raggiungomento dell'età e del peso corretti per la riproduzione, dopo di che si potranno anche stabularte a coppie o gruppi, con  l'accortezza di non mettere mai più di un maschio per teca.

Almeno una parete (spesso meglio più di una) del terrario dovrebbe essere ricoperta di sughero in modo da evitare che il cili rimanga sempre su superfici lisce (passano molto tempo attaccati alle pareti in quanto le lamelle poste sotto alle zampe permettono loro di scalare praticamente qualsiasi superficie).

La permanenza su superfici verticali lisce può accentuare la floppy tail (coda che "cade" verso la schena del cili).


I ciliatus non richiedono terrari illuminati, in quanto gechi notturni, ma il consiglio è di utilizzare comunque una lampada UVB al 2% (non di più) al fine di riprodurre il ciclo cicardiano e favorire la metabolizzazione della vitamina D3 e del calcio.

Molti allevano senza lampade UVB, ma il concetto è che averla male sicuramente non fa, non averla potrebbe causare qualche problema.


Le temperature nel terrario possono andare dai 18° ai 30° massimo, quindi nelle normali abitazioni non è necessario aggiungere fonti di riscaldamento.

Solo con i baby, sarebbe il caso di mantenere le temperature intorno ai 24°, utilizzando un tappetino o un cavetto riscaldante da apporre ad un lato del terrario (i cili sono arboricoli, non stanno quasi mai a terra, pertanto il riscaldamento dal basso non servirebbe a molto. Meglio se laterale). ATTENZIONE a fare in modo che il cili non possa venire a contatto diretto con l'apparecchio riscaldante, tappetino o cavetto che sia, per evitare pericolose ustioni.

Se il cili dovesse stare spesso a terra o, ancora di più, infossato nel substrato, è molto probabile che le temperature in teca siano troppo alte e lui cerchi refrigerio nella terra.


L'umidità in teca dovrebbe aggirarsi intorno al 70% circa, il che è ottenibile facilmente nebulizzando due volte al giorno l'interno della teca, aggiungendo piante vere che aiutano a mantenere il tassodi umidità corretto, oppure installando un impianto automatico di nebulizzazione.

La nebulizzazione serve anche per permettere ai cili di bere le goccioline che si formano su pareti o foglie, dato che la ciotola dell'acqua non va inserita in quanto inutile.



Alimentazione

I cili sono animali insettivori quindi la dieta base sarà sempre costituita da blatte (dubia o lateralis), grilli, tarme della farina e, sporadicamente, camole del miele.

Gli insetti vanno somministrati sempre delle giuste dimensioni: indicativamente si può considerare che la dimensione dell'insetto non debba superare la distanza fra gli acchi del geco.

In aggiunta alla dieta insettivora, va fornito il "pappone" che altro non è se non un miscuglio di omogeneizzato o frullato di frutta, con aggiunta di calcio, vitamina D3 ed eventuali integratori per ciliatus. Attenzione all'uso degli integratori che, se si eccede, possono causare danni peggiori che a non usarli per niente.

In caso di femmine in riproduzione o soggetto debilitati, è possibile aggiungere al pappone anche limitate quantità di omogeneizzato di pollo.

In commercio esistono anche preparati già pronti per ciliatus. E' necessario fare sempre attenzione a somministrare i preparati appositi per questo tipo di geco e non per altri animali, i quali potrebbero avere esigenze nutrizionali diverse.


La frequenza dei pasti, per i ciliatus  adulti, non è giornaliera, bensì suddivisa in circa tre pasti settimanali (2 volte insetti, 1 volta pappone).

Anche nei pasti a base di insetti è buona norma fornire calcio, sotto forma di polvere di calcio carbinato precipitato, spolverandolo direttamente sugli insetti da pasto.

Solo una volta alla settimana il calcio fornito dovrà essere addizionato con vitamina D3.

Anche qui, attenzione a non eccedere con la vitamina D3.

L'eventuale carenza di calcio, porta ad una malattia ossea metabolica chiamata MOM che è irreversibile e può portare l'animale alla morte.

Fornire il calcio e l'eventuale aggiunta di lampada UVB 2% sono i metodi per evitare l'insorgenza di questa patologia e permettere al fisico del ciliatus di sintetizzare e fissare il calcio nelle ossa.


Riproduzione

I ciliatus si possono considerare adulti dopo l'anno di età e a partire dai 35 grammi di peso.

Prima di questo momento è altamente sconsigliato mettere in riproduzione soprattutto le femmine, che potrebbero sviluppare le uova ma non riuscire a deporre, con conseguente morte per distocia.

Dopo il periodo di bruma, i cili sono pronti per l'accoppiamento e devono essere nutriti molto bene per poter superare tranquillamente questo periodo.

Importante controllare le riserve di calcio, in particolare della femmina, aprendole la bocca e verificando la presenza di due "palline" bianche all'interno delle guance.

Durante l'accoppiamento i gechi emettono vocalizzi anche piuttosto acuti.

 A distanza di circa 30 giorni dall'accoppiamento, la femmina si preparerà alla deposizione solitamente mutando la pelle e iniziando a scavare.

La deposizione consiste in due sole uova che dovranno essere spostate in un contenitore con acqua e perlite in proporzione 1:1, da mettere in incubatrice a  una temperatura compresa tra 20 e 26 gradi.

IMPORTANTE: le uova vanno prese e spostate mantenendole nella stessa posizione di deposizione, non vanno girate altrimenti si rischia la morte dell'embrione.

Il tempo di incubazione sarà compreso tra i 60 e i 90 giorni circa.

Temperature più basse comporteranno tempi di incubazione più lunghi e nascituri probabilmente femmine.


Al termine dell'incubazione, i baby usciranno dall'uovo autonomamente. Non bisogna mai cercare di aiutare un piccolo ad uscire dall'uovo perchè l'aiuto potrebbe trasformarsi in un danno serio per il piccolo.

I piccoli che non dovessero riuscire ad uscire dall'uovo non avrebbero la forza di sopravvivere successivamente.

Nelle prime ore dalla nascita, i piccoli possono essere spostati delicatamente in una vaschetta con scottex umido sul fondo, da posizionare all'interno dell'incubatrice alla stessa temepratura d'incubazione, in attesa del riassorbimento del sacco vitellino.

Entro 24/48 ore dalla nascita, i piccoli si saranno ripresi dalla fatica della nascita e, nei giorni successivi, una volta spostati in faunabox delle giuste dimensioni, cominceranno ad alimentarsi con microgrilli che verranno forniti pochi per volta, monitorando la situazione.






 

Alcuni consigli

Quando si acquista qualsiasi animale è sempre meglio informarsi prima sulle sue esigenze.

Se ci sono problemi con l’ambiente dell’animale o con il cibo che questo mangia, sarebbe meglio evitare di portarlo a casa. Non si può sottoporre un animale a delle privazioni solo perché abbiamo problemi a soddisfare le sue esigenze.

Quando si acquista un animale, bisogna sempre accertarsi delle condizioni di salute. Qualunque allevatore vi parlerà volentieri di tutte le caratteristiche dei suoi animali perché avrà a cuore il loro futuro.

Esemplari troppo magri, dallo sguardo spento o intorpiditi sono animali che potrebbero avere problemi anche seri.

E’ sempre necessario, quando si porta a casa un ciliatus, osservare un periodo di quarantena prima di affiancarlo ad eventuali altri soggetti e sempre, in qualunque caso, procedere ad un esame delle feci presso un veterinario specializzato in rettili: i parassiti sono all’ordine del giorno anche in animali sani, basta uno stress, un cambiamento di alimentazione, qualunque cosa può favorire lo sviluppo di parassiti che però, se rilevati in tempo, si possono curare molto facilmente.

 



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